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Anna, storia di un palindromo

annaaSiamo la somma dei giorni che abbiamo vissuto, delle scelte che abbiamo fatto, delle cose belle e brutte che ci sono capitate. Così percorrendo la linea del tempo dall’inizio alla fine, eccoci: siamo noi, siamo arrivati fin qui. Ma se il passato fosse dimenticato, noi ci saremmo ancora, uguali a noi stessi? Anna si guarda allo specchio e cerca una risposta. La trova, anche: inizia dalla fine e finisce all’inizio. Un palindromo.

Non è un libro semplice quello di Francesco D’IsaAnna – Storia di un palindromo  (Effequ, 2014). I protagonisti sono Anna ed Ezio. Lei, paziente che scopre di dover subire un intervento al cervello; lui, brillante neurochirurgo che operandola commette un piccolo errore. O almeno così crede. Qualcosa mentre Anna è sotto i ferri deve pur essere successo, però, visto che in seguito all’operazione la giovane donna non riesce più a comunicare nulla del suo passato: lo ricorda, ma quando ne parla lo fa – senza rendersene conto – utilizzando un linguaggio misterioso, simbolico, onirico. Ezio concentra tutti i suoi sforzi nello studiare il caso di Anna per trovare una cura e l’impegno si fa più ossessivo quando tra i due nasce un amore spontaneo e profondo. Nel passato di Anna c’è qualcosa di nascosto che Ezio non può raggiungere e tanto basta a scatenare il dubbio, la gelosia, la frustrazione. Ezio continua a studiare senza capire se sta ancora cercando di curare una malattia o piuttosto di risolvere un enigma, quello della donna che ama. Anche Anna parallelamente fa i conti con questo grande buco nero che caratterizza ora la maggior parte della sua vita, qualcosa vi si cela e va affrontato: bisogna guardarsi allo specchio, ricongiungere l’inizio e la fine, il passato e il presente, e allora sì, potrà davvero voltare pagina.

Anche se la chiave del mistero è il personaggio femminile, per originalità e umanità brilla di più il povero dottore. Anna non è un libro semplice, dicevo, per almeno due motivi. Il primo: il contraltare di brani nitidi, essenziali e chiari è una storia che si fa sempre più vaga, pagina dopo pagina, quasi onirica, fino ad un finale sospeso e frettoloso che lascia tanto all’immaginazione. Forse troppo. Il secondo: le premesse della storia, così evidenti e certe, si intrecciano, si confondono, rimettono in discussione le definizioni che si davano per scontate.  Salute e malattia, amore e fiducia, sogno e scienza, identità e definizione di sé, passato e futuro: i piani si sovrappongono e persino la sequenza temporale degli eventi, nel romanzo, si confonde fino al paradosso. Sono queste sfumature a rendere affascinante il romanzo che, seppur molto scorrevole, resta un piccolo mistero. Come Anna stessa, d’altronde.

Chiara Beretta

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One thought on “Anna, storia di un palindromo

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